Bilanci.
Tra detti, non detti, pensieri intrusivi ed epifanie infelici.
Sono ancora in fase di iperattività grafologica.
Scrivo senza sosta da giorni, quantomeno non pubblico costantemente pipponi tragici sui miei pensieri intrusivi e non.
Oggi è una giornata un po' più calma, forse perché le cose peggiori le ho scritte, rilette, riscritte, sezionate col bisturi impietoso che mi caratterizza, quando ho bisogno di farmi male, per decidere di mollare la presa su quello che non posso, e non devo controllare.
Ringraziamo Atropos per questi momenti in cui taglio qualcosa. Malediciamo un po' la Luna in Pesci perché fa un male terribile, e io sto ancora imparando a smetterla di farmi carico di tutto quello che non mi compete.
Ridiamo perché dare un nome simbolico ed archetipico a queste cose, a volte aiuta ad alleggerire il carico emotivo di un lutto interiore devastante.
A sei mesi circa da quando ho iniziato a scrivere qui, esponendomi emotivamente, sto ancora oscillando tra il bisogno feroce di sfanculare malamente chi mi ha ferita, e la ferita antica di non essere mai abbastanza qualcosa per le persone che mi piacciono, e dopo un tot mi fanno sapere che "uh, no, hai capito male, non volevo tutto sto amore intenso".
Cerco di sganciarmi dal bisogno di essere vista da chi non fa assolutamente niente per tenermi nella sua vita, però mica è semplice. Ho questa tendenza malsana a giustificare, empatizzare contro me stessa, rimanere per capire meglio, per essere sicura di non sbagliare, e mi esaurisco tantissimo nel fare cose che non toccano a me. In cui continuo a pensare di dover dimostrare qualcosa a qualcuno che fugge perché ha una paura fottuta di avere bisogno di qualcuno. Se ti importa hai le mani per scrivere, o il telefono per chiamare, indipendentemente da quanto fa cagare la tua vita privata o professionale. Il silenzio protettivo perché "sono bruttə, cattivə e tossicə" è solo una bella scusa infiocchettata bene per nascondersi dietro il non voler fare nulla per cambiare.
[Sì, colpevole anche io di questo in diversi modi, nel passato. Il nichilismo e il fatalismo proteggono moltissimo il desiderio di non cambiare un cazzo dei propri lati scomodi.]
Provo a ricostruire a tentoni alcune cose che mi sembrano lo stesso molto fragili, fatico a non prendere sul personale estremamente interiore che se qualcuno non ce la fa, è cosa sua e non mia, che non sa stare in relazione con me. Che se l'altro non costruisce è inutile aspettare il miracolo, perché quando una cosa, o una persona, la vuoi, te la tieni con le unghie e coi denti. Se molli e ti nascondi nel silenzio, hai già detto che non te frega niente, anche se potrebbe far fico dire “non esisto”. Se hai tempo per scrivere cazzate agli sconosciuti e non hai due minuti per me, è una risposta precisa, che ti piaccia oppure no.
In attesa di potermi permettere terapia seria - per una serie di motivi che non affronterò qui, e non starò a spiegare nemmeno - mi accontento di leggere, approfondire, riflettere partendo da confronti o letture.
E soprattutto scrivo, che come già detto altrove, è l'unica voce che posso avere adesso, e alla fine, meglio che niente. Almeno posso urlare, arrabbiarmi, sfogarmi, e lasciar andare quello che non posso in altre sedi, un po' perché abbastanza antisociale, un po' perché non esattamente legale.
Questi due anni, ma soprattutto questi sei mesi, sono stati un continuo scavo nel torbido, nel "perché sono/faccio così?", nel buttarmi anche in deviazioni per non andare in pezzi su come è tutto fuori controllo perché i riferimenti che avevo sono scomparsi tutti.
Nel passato che ti morde all'improvviso, e fa così male che resti stordita da tutto quel dolore, quel vuoto e non sai dove aggrapparti per non crollare malamente.
Non credo di essere pronta a seppellire chi ero, e chi sono stata per 16 anni con Ex, perché non so ancora cosa sono o cosa posso essere adesso, però è una cosa che devo fare se voglio uscire da questo inferno personale in cui esistere sembra una costante violenza.


Senza pretendere di giudicare niente e nessuno, dico sommessamente che sei e puoi essere ancora molte, moltissime cose. Devi solo scegliere quali. Un abbraccio
"Un po' perché abbastanza antisociale, un po' perché non esattamente legale." ho riso molto ^-^'